Terzo livello

Tutti a buttarsi sul social, e nessuno che si ricordi cosa vuol dire sociale

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Ci sono ben 10 iscritti al feed di questo blog tramite GReader (l’undicesima sono io, che mi serve per capire quanto ci mette ad arrivare su). Son cose (come direbbe il Sor Succo).

Quando ho chiuso questo blog non solo non avevo più voglia di scrivere, avevo soprattutto a nausea tutte quelle persone che stavano qui per motivi diversi dall’avere piacere di leggere quello che scrivevo e/o per amicizia (vera e sincera).
La chiusura e il successivo cambiamento di indirizzo hanno provocato una involontaria selezione naturale di questi figuri. Involontaria, perché non avevo preventivato nulla, e non l’ho fatto intenzionalmente.

La verità è che ora, con poche (ma buone) persone che passano qui, mi sento decisamente molto meglio.
Mi sembra quasi di essere tornata ai tempi d’oro quando ero ancora anonima, quando ci si conosceva in pochi, e quei pochi magari li si era pure incontrati di persona, ma non di certo ad un barcamp (o simili).

Spero in futuro di non avere più il dispiacere di dover sentire persone che pensano di sapere come sto perché hanno letto il mio blog.
Spero di riuscire soprattutto a ritrovare quel filone ironico che, riguardando i vecchi post, sembrava essere una caratteristica di quello che scrivevo; come quel post in 10 righe, nato quando questo blog si chiamava 40due, e stava su Splinder.

Ah dimenticavo: qualche giorno fa ho anche chiuso l’account su Friendfeed.
Un certo genere di social non fa proprio per me.

Non andare dal parrucchiere se non hai ben chiaro che colore vuoi ma soprattutto se è una giornata storta.
Potresti tornare con un colore-indefinibile-tendente-al-rosa-porcello.

Ho spedito la lettera precedente alle ore 12.12, alle 12:57 ho ricevuto risposta.
Nella risposta mi si chiede ‘quale sia il tipo di politica che Lei propone’.
Di seguito la mia risposta.

Gentile Senatore Ichino,
innanzi tutto La ringrazio per avermi risposto così celermente.

Come Le ho scritto precedentemente, se avessi una politica da proporre farei il suo lavoro, e non è quello che attualmente svolgo, essendo impiegata come Sviluppatore Web.
Ci sono associazioni e istituzioni che già molte volte hanno tentato di fare sentire la loro voce, che è rimasta inascoltata.

Io credo che Lei sia in grado molto meglio di me di ascoltare queste voci, e che sia adeguatamente supportato dal suo staff che riceve un adeguato compenso anche per questo.

Le posso lanciare magari dei suggerimenti: reintrodurre il tempo pieno nelle scuole abolendo i finanziamenti alle scuole private, introdurre dei controlli sui salari e sulle promozioni nel pubblico e nel privato, equiparare la maternità con la paternità in ogni suo aspetto e informare adeguatamente tutti a questo proposito, fare una campagna informativa contro la discriminazione delle donne che miri a ripensare atteggiamenti e comportamenti errati e discriminanti, aumentare le pene in caso di stupro almeno a 15 anni (il fatto che uno stupratore, anche se viene condannato, sempre che lo sia, esca di prigione nel giro di pochi anni se non mesi contribuisce a perpetuare quella mentalità per cui le donne sono oggetti e lo stupro un peccato veniale invece che contro la persona).

Ma non è questo il punto, egregio Senatore. Il punto è non discriminare ancora una volta le donne, trattandole come portatrici di handicap, quando spesso invece sono portatrici sane di intelligenza.
Questo è il motivo per cui Le ho scritto: la sua proposta è regalare il pesce invece di insegnare a pescare. Dateci gli strumenti per migliorare la nostra condizione, invece di darci il contentino senza nessun futuro.

La ringrazio ancora
Cordiali saluti