Terzo livello

Tutti a buttarsi sul social, e nessuno che si ricordi cosa vuol dire sociale

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Ci sono ben 10 iscritti al feed di questo blog tramite GReader (l’undicesima sono io, che mi serve per capire quanto ci mette ad arrivare su). Son cose (come direbbe il Sor Succo).

Quando ho chiuso questo blog non solo non avevo più voglia di scrivere, avevo soprattutto a nausea tutte quelle persone che stavano qui per motivi diversi dall’avere piacere di leggere quello che scrivevo e/o per amicizia (vera e sincera).
La chiusura e il successivo cambiamento di indirizzo hanno provocato una involontaria selezione naturale di questi figuri. Involontaria, perché non avevo preventivato nulla, e non l’ho fatto intenzionalmente.

La verità è che ora, con poche (ma buone) persone che passano qui, mi sento decisamente molto meglio.
Mi sembra quasi di essere tornata ai tempi d’oro quando ero ancora anonima, quando ci si conosceva in pochi, e quei pochi magari li si era pure incontrati di persona, ma non di certo ad un barcamp (o simili).

Spero in futuro di non avere più il dispiacere di dover sentire persone che pensano di sapere come sto perché hanno letto il mio blog.
Spero di riuscire soprattutto a ritrovare quel filone ironico che, riguardando i vecchi post, sembrava essere una caratteristica di quello che scrivevo; come quel post in 10 righe, nato quando questo blog si chiamava 40due, e stava su Splinder.

Ah dimenticavo: qualche giorno fa ho anche chiuso l’account su Friendfeed.
Un certo genere di social non fa proprio per me.

Le cose non dette

28 commenti

Mi suona sempre un po’ strano quando qualcuno in rete scrive Serena riferendosi a me.
Mi è capitato spesso ultimamente, non per nulla alla fine ho deciso di togliere il nome/cognome da alcuni servizi.

In rete io sono e sono sempre stata xlthlx.
Questo mio alter ego, questo avatar, è e resta una mia creazione, qualcosa che controllo sempre molto da vicino. Ma non è Serena, e non lo potrebbe oggettivamente essere.
Nulla di strano: è abbastanza facile che in qualche modo quello che siamo in rete sia filtrato.
Non so se invece sia più comune quello che non scriverei mai, quello che è e rimane parte della mia sfera privata, di cui sono molto gelosa, essendo una persona di fatto estremamente riservata.
Tanto riservata da dare l’impressione, a volte, di essere socievole ed estroversa ma in realtà non esserlo affatto.

A me piace essere così, intendiamoci.
Voglio conoscerti bene prima di affidarti le mie vere emozioni, la mia vera vita, e chiamarti amico.
E gli amici da barcamp non sono veri amici: sono persone che vedi per poche ore, con cui scambi due chiacchiere e stop, semplici conoscenti.
La fiera della superficialità, nella maggior parte dei casi.
Poi ci sono le eccezioni, ma quelle eccezioni si coltivano al di là del blog, al di là di tutti i social network, si coltivano usando gtalk (nel mio caso), il telefono, frequentandosi dal vivo. E anche questo non basta: ci vuole sincerità, fiducia, e voglia di conoscersi.

La lista dei miei amici che hanno un blog, o qualcosa di simile, è lì, prima tra i links. Alcuni di loro li ho conosciuti prima di tutto di persona, ma molti, quasi tutti, li ho conosciuti tramite la rete. In almeno un paio di casi in realtà non lo ho mai incontrati, ho solo visto delle loro foto. Tuttavia per me sono tutti amici, davvero amici: persone di cui mi fido e che porto nel cuore.

Se ho qualcosa da raccontare di me è a loro che lo racconto.
Ma xlthlx non vi racconterebbe mai, per esempio, della sua gravidanza, o non metterebbe mai le foto dei suoi figli online se non quando hanno raggiunto l’età della ragione*, non parlarebbe mai di sesso, a meno che non si inventasse tutto di sana pianta**, evita sempre di mostrare foto dove ci sono altre persone, per rispetto alla loro privacy, a meno che non sia stata autorizzata a farlo.
Se parla del suo lavoro è perché lo considera già qualcosa di pubblico, qualcosa che non riguarda la sua sfera privata.

xlthlx non sempre scrive tutto quello che pensa davvero: a volte non dice nulla per evitare le discussioni. Magari qualche volta le capita anche di non approvare il comportamento altrui, non pubblicamente. Preferisce che sia Serena a discutere coi suoi amici le questioni che le stanno a cuore davvero, e rimanere in parte nell’ombra senza ferire nessuno.
E nonostante non sia un segreto che ha una relazione con qualcuno che non è esattamente uno sconosciuto in rete, non parlerà di certo di questa relazione. Il suo massimo potrebbe essere dirvi che tra poco sarà il loro anniversario, ma ci vuole poco a scovare questa informazione, che, in buona sostanza, è un segreto di pulcinella.

Chiamatelo pudore, introversione, o come preferite: di certe cose non scriverò mai una riga.
E voi? Cosa ne pensate? Di che cosa non scrivereste mai?

*ovvero quando si rendono conto delle conseguenze di quello che fanno.
** ma comunque non è un argomento che mi piace: secondo me il sesso è fare, non parlare, ancor meno scrivere.