Meet me in Milan

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Domani e dopo saremo al Tumblr Meet Up a Milano.
Avrei voluto partecipare anche alle due precedenti edizioni, ma tempo/lontananza non me l'hanno permesso.
Ci sono almeno un paio di persone che sono davvero contenta di conoscere, dopo aver letto il loro Tumblr per tanto tempo.
E alcune che sono felice di rivedere.
In ogni caso, se non dovessi essere online, sapete dove trovarmi.
Au revoir.

Guardare in faccia la paura

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Stamattina, dopo questa benedetta settimana di noia assoluta, sono tornata al lavoro.
Come sono uscita di casa, l'ombra del dolore che avevo avuto fortissimo lo scorso weekend si è fatto sentire.

Ho pensato bene di farmi i tre piani di metropolitana a passo veloce, tutto tramite scale, cosa mai fatta prima, che almeno una parte mi sono sempre concessa di farla sulla scala mobile.
Sono arrivata in cima e mi sono resa conto che le avevo fatte abbastanza allegramente, senza troppi sforzi, forse meno del solito.
Non tollero di vivere nella paura, nemmeno la più vaga.

Sospetta pericardite

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"Ma sono due giorni che ha dolore al petto e non è andata al pronto soccorso?"
No.

Visto che il dolore cambiava a seconda della posizione, ho pensato che fosse muscolare, e non sono il tipo che si allarma facilmente. Più che altro, erano due notti che dormivo malissimo.
Non avevo però considerato che ci poteva essere un'altra possibilità: sospetta pericardite.
Il mio dottore quindi mi ha spedito al pronto soccorso armata di queste due paroline.

Al Fatebenefratelli sono stati veloci, efficienti e simpatici: mi hanno ribaltata come un calzino (bello sentire il battito del proprio cuore durante un'ecografia) e il cardiologo, simpatico signore che ha scherzato in bergamasco con l'infermiere (che mi stava bucando entrambe le braccia) facendomi ridere non poco, mi ha rimandato a casa dopo un paio d'ore con l'ordine tassativo di stare a riposo per 7 giorni.
Non sembra pericardite, ma una banale infiammazione, forse postumo delle passate infezioni; in ogni caso se non migliorassi, ma sto già migliorando, dovrei rifare un'ecografia di corsa.
Il cardiologo mi ha spiegato per bene la questione, e a parte che dovrei starmene tranquilla per un mese, se avessi davvero la pericardite sarebbe una scocciatura, ma nulla di grave.

La parte davvero brutta dell'essere lì è vedersi di fronte il letto accanto al quale anni fa avevo passato tre giorni d'inferno.
Per fortuna stavolta è andata diversamente, anche se riguardava me direttamente.

Ieri poi sono dovuta andare di nuovo dal dottore (lui, nonostante l'abbia chiamato, s'è guardato bene da fare una visita a domicilio) per il certificato, poi all'INPS e in posta per spedirlo. Ringrazio molto per la burocrazia inutile, che mi ha fatto perdere un giorno di riposo, e ringrazio il cielo per aver fatto nevicare proprio quando sono uscita.

Come ho già scritto ieri, spero proprio di aver esaurito la sfiga in questo primo mese dell'anno, e che i prossimi saranno meravigliosi. Anche perché oggi comincia la parte difficile: misurarsi con la noia, che devo evitare tutte le attività che affatichino il cuore.
Si, anche quella.

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