5 febbraio 2010
Domani e dopo saremo al Tumblr Meet Up a Milano.
Avrei voluto partecipare anche alle due precedenti edizioni, ma tempo/lontananza non me l'hanno permesso.
Ci sono almeno un paio di persone che sono davvero contenta di conoscere, dopo aver letto il loro Tumblr per tanto tempo.
E alcune che sono felice di rivedere.
In ogni caso, se non dovessi essere online, sapete dove trovarmi.
Au revoir.
1 febbraio 2010
Stamattina, dopo questa benedetta settimana di noia assoluta, sono tornata al lavoro.
Come sono uscita di casa, l'ombra del dolore che avevo avuto fortissimo lo scorso weekend si è fatto sentire.
Ho pensato bene di farmi i tre piani di metropolitana a passo veloce, tutto tramite scale, cosa mai fatta prima, che almeno una parte mi sono sempre concessa di farla sulla scala mobile.
Sono arrivata in cima e mi sono resa conto che le avevo fatte abbastanza allegramente, senza troppi sforzi, forse meno del solito.
Non tollero di vivere nella paura, nemmeno la più vaga.
27 gennaio 2010
"Ma sono due giorni che ha dolore al petto e non è andata al pronto soccorso?"
No.
Visto che il dolore cambiava a seconda della posizione, ho pensato che fosse muscolare, e non sono il tipo che si allarma facilmente. Più che altro, erano due notti che dormivo malissimo.
Non avevo però considerato che ci poteva essere un'altra possibilità: sospetta pericardite.
Il mio dottore quindi mi ha spedito al pronto soccorso armata di queste due paroline.
Al Fatebenefratelli sono stati veloci, efficienti e simpatici: mi hanno ribaltata come un calzino (bello sentire il battito del proprio cuore durante un'ecografia) e il cardiologo, simpatico signore che ha scherzato in bergamasco con l'infermiere (che mi stava bucando entrambe le braccia) facendomi ridere non poco, mi ha rimandato a casa dopo un paio d'ore con l'ordine tassativo di stare a riposo per 7 giorni.
Non sembra pericardite, ma una banale infiammazione, forse postumo delle passate infezioni; in ogni caso se non migliorassi, ma sto già migliorando, dovrei rifare un'ecografia di corsa.
Il cardiologo mi ha spiegato per bene la questione, e a parte che dovrei starmene tranquilla per un mese, se avessi davvero la pericardite sarebbe una scocciatura, ma nulla di grave.
La parte davvero brutta dell'essere lì è vedersi di fronte il letto accanto al quale anni fa avevo passato tre giorni d'inferno.
Per fortuna stavolta è andata diversamente, anche se riguardava me direttamente.
Ieri poi sono dovuta andare di nuovo dal dottore (lui, nonostante l'abbia chiamato, s'è guardato bene da fare una visita a domicilio) per il certificato, poi all'INPS e in posta per spedirlo. Ringrazio molto per la burocrazia inutile, che mi ha fatto perdere un giorno di riposo, e ringrazio il cielo per aver fatto nevicare proprio quando sono uscita.
Come ho già scritto ieri, spero proprio di aver esaurito la sfiga in questo primo mese dell'anno, e che i prossimi saranno meravigliosi. Anche perché oggi comincia la parte difficile: misurarsi con la noia, che devo evitare tutte le attività che affatichino il cuore.
Si, anche quella.