Terzo livello

Tutti a buttarsi sul social, e nessuno che si ricordi cosa vuol dire sociale

Invito al voto

questo e’ un invito ad andare a votare.
votare e’ un diritto, ma anche un dovere civico.
e’ uno dei pochi modi che abbiamo per far ascoltare la nostra voce.

a chi ha intenzione di non andare a votare proporrei una riflessione: pensate se il quorum fosse raggiunto ugualmente. non lo potete sapere prima, a meno che non possediate la palla di vetro. in quel caso chi ha votato deciderebbe per voi.
e’ questo quello che volete davvero?

invito soprattutto gli uomini ad andare a votare, perche’ si rendano conto del fondamentale ruolo che rivestono nella societa’ e nella famiglia, della cruciale importanza della loro opinione sui temi proposti dal referendum, e prendano coscienza di quanto sia necessario, sempre di piu’, che siano persone complete, mature e responsabili.

[non come chi, ad esempio, crede che uno stupro possa valere 25 mila euro.]

Frecce

sono affascinata.
ma sono solo io a non essermene accorta?

sto tornando a casa, e come al solito occupo un posto nella carrozza di coda della metropolitana 3.
stranamente la carrozza e’ quasi vuota.
avete presente il cartello sopra la porta del conducente che indica la destinazione?
si, quello.

ok, sono talmente rintronata da non aver notato due frecce luminose a lato che indicano l’uscita.
quando si scende a destra, si illumina quella di destra e viceversa.
posso usare come scusante il fatto che di solito la metropolitana e’ piena e non si vedono?
no?

vabbe’, ci ho provato.

Lunga vita e prosperita'

arrivo nei pressi del teatro in anticipo di mezz’ora e vado a vedere quanto costano i biglietti.
mi avvicino all’entrata e lui era li’.
mi saluta, si lamenta di avere il mal di gola, come una vera star.
chiacchieriamo un po’, mi raccomanda all’omino dei biglietti per farceli avere in riduzione.
andiamo alla ricerca di una schweppes, alternativa alla coca-cola.
mi dice che sono tre anni che e’ in tourne’, che vede casa per 50 giorni all’anno.
gli faccio una foto mentre entra per fare il sound check.

davide

il teatro e’ proprio di fronte alla A di Architettura.
mentre aspetto Gatto mi rendo conto dell’aria si svacco universitario che si respira ancora, per fortuna.

Gatto arriva bello come il sole.
andiamo a farci un abbondante e gustoso aperitivo e una bella chiacchierata, e facciamo tardi all’inizio dello spettacolo.

non resisto e registro un piccolo brano audio.
dire che e’ bello e’ riduttivo, e’ uno spettacolo particolare, si ride, si riflette, guardando quel maggio del ’43 con gli occhi di un bambino di Palermo.

lo aspettiamo all’uscita, dopo aver comprato il libro, per farcelo autografare.
chiaramente la prima cosa che dice buttandosi nelle braccia di Gatto e’
minchia Gatto!
ci autografa i libri, ed e’ contentissimo dei 60 centesimi che gli arriveranno come diritti d’autore [il libro costa 15 euri.]

sul mio scrive:

Borgomanero
Milano, Giugno ’05
A Cinzia
A xlthlx

come diavolo faceva a ricordarsi dove abitavo, lo sa solo lui.
quasi quasi non me lo ricordavo nemmeno io.
e’ insieme ad altre due persone, uno e’ il chitarrista dello spettacolo.
gli spiega che siamo compagni di universita’ e gli racconta, guarda caso, dell’esame di Latino 1.

lo accompagnamo a casa, insieme ai suoi amici.
ci dice che d’ora in poi fara’ solo il regista [sic.].
l’ultima cosa che mi urla e’ boicotta la coca-cola!

lunga vita e prosperita’, a tutti voi.