Terzo livello

Tutti a buttarsi sul social, e nessuno che si ricordi cosa vuol dire sociale

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Magari poi ci scrivo un libro.

And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

And you run and you run to catch up with the sun, but it’s sinking
Racing around to come up behind you again
The sun is the same in a relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death

Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desperation is the English way
The time is gone, the song is over, thought I’d something more to say

Compendio musicale: Pink Floyd, Time

Meno otto

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I miei seri problemi a connettere non sono ancora finiti.
Il miraggio sono le prossime ferie che arriveranno col Natale, sperando finalmente di poter dormire almeno per 24 ore di fila.
Insomma, non è che non avrei dei post carini e divertenti da scrivere, è solo che restano in memoria solo per un nanosecondo.
Qualcuno ha della RAM da prestarmi?

Ma c’è un dubbio che mi assale:
mi ricordo che ho un ricordo
ma non mi ricordo quale.

Compendio musicale: Elio e Le Storie Tese, Effetto Memoria (Estate)

P.s. Per chi si fosse perso la lettura di questo post su Web O’Clock, c’è il podcast.
Grazie ancora a Foxarts e Max.

Con oggi, è il terzo giorno che i siti su cui stavo lavorando sono irragiungibili: martedì scorso i server sono stati sequestrati. Dopo circa un anno di lavoro, ero riuscita finalmente a far andare online il sito principale su cui avevo lavorato. Per quanto non fosse una meraviglia, non l’avessi nemmeno potuto fare come avrei voluto, avesse molti difetti alla base, era venuto benino, mi ci ero affezionata.
Non vederlo più online mi dispiace, e mi prepara per essere un’ottima candidata per l’ippica.

Stamattina, controllando per l’ennesima volta se per caso nel frattempo fosse risorto per grazia divina, mi è venuto in mente un motivetto.
O meglio, ho iniziato a canticchiare, senza rendermene conto, un motivetto. Poi piano piano mi sono venute le parole, così, spontaneamente. Quando poi sono arrivata al ritornello mi sono resa conto di cosa, esattamente, stava occupando in modo del tutto incoscio la mia mente.
Una canzone che ho sentito per la prima volta dal vivo più di vent’anni fa.
Ah, che incredibile meraviglia che è la mente umana.

La neve di maggio
rimbalzava superba
mentre io ramingo
giostravo sul prato

Ricordo bene
quando ti dissi
con grande calma
come Giucas Casella

Ma vaffanculo [rit.]

on air: Elio e le Storie Tese, Faro