Terzo livello

Tutti a buttarsi sul social, e nessuno che si ricordi cosa vuol dire sociale

Visualizza gli articoli in ma fatemi il piacere

Al telefono

xlthlx:  Buongiorno, vorrei sapere che cosa devo fare per disdire l’abbonamento ai vostri servizi.

Operatore:  Buongiorno signora, deve mandare una raccomandata A/R a questa Casella Postale. Entro 30 giorni provvederemo alla disattivazione.

xlthlx:  Mi scusi, non è possibile avere un modulo precompilato?

Operatore:  No signora, lo deve scrivere lei.

xlthlx: Va bene, grazie, devo fare altro?

Operatore:  Si signora,  dopo che le abbiamo disattivato la linea, deve riportarci gli apparati presso i nostri negozi entro 30 giorni, altrimenti le addebiteremo 110 euro di penale.

xlthlx:  Ah ok, ma la disattivazione è gratuita vero?

Operatore:   No, signora, la disattivazione costa 49 euro.

xlthlx: Va bene. Quindi mando la raccomandata, aspetto 30 giorni dalla data di ricezione da parte vostra, e poi vi riporto l’apparato?

Operatore:  No, una volta che ha la ricevuta di ritorno, deve chiamarci al servizio clienti per controllare che abbiamo ricevuto la raccomandata. In caso contrario, deve inviarci un fax con copia della ricevuta di ritorno.

xlthlx: Benissimo, e quindi voi procederete a disattivarmi la linea vero?

Operatore:  No signora, una volta che ha mandato il fax, deve chiamarci di nuovo per controllare che abbiamo ricevuto anche quello.

[continua]

Il dialogo è inventato, perché quando ho effettivamente chiesto cosa fare per disdire l’abbonamento mi era stato detto solo della raccomandata; ma il resto è tutto vero.

* citazione da Asterix e le 12 fatiche

Aggiornamento
Visto che qualcuno ha cercato il modulo di disdetta da motore di ricerca finendo qui, ecco la versione che ho utilizzato, sperando sia utile:

A: Fastweb Spa
Casella Postale 126
20092 Cinisello Balsamo (Milano)

Oggetto: Disdetta abbonamento

Il/La sottoscritto/a ____________, nato/a a _____ il ____________, residente a ____________, Via ____________, _____, codice fiscale ____________, codice cliente ____________, richiede la disdetta dell’abbonamento ____________ entro 30 giorni dalla data di ricevimento di questa raccomandata causa ____________.

Di natura sono una persona riservata, schiva. Non è solo timidezza, è proprio desiderio di non mettermi in mostra, di farmi gli affari miei lontano dagli occhi altrui. Sono anche una persona socievole, moderatamente. Mi piace soprattutto ascoltare le persone, per cercare di conoscerle. E se posso, e mi sembra che lo meritino, di essere utile a queste persone.

Il mio lavoro riflette un po’ tutto questo. Da una parte è pubblico, dall’altra anonimo. A me può non importare del mio datore di lavoro, del lavoro in sé, ma sempre e comunque penso a chi lo utilizza. Mi piace il fatto di fare qualcosa per loro ma che non sappiano che sono io a farlo: non perché non me ne voglio prendere la responsabilità, cosa che invece faccio sempre, e fino in fondo, ma perché non sappiano a chi dire grazie se le cose funzionano. E cerco di fare il mio lavoro sempre nel miglior modo possibile.

Durante il Parma WorkCamp mi sono prestata a quello che pensavo essere da un lato un gioco e dall’altro una sorta di sondaggio. Pensavo che fosse anche utile partecipare, anche perché non credo di essere particolarmente rappresentativa della media delle persone che vanno ad un barcamp. Intendiamoci: non lo credo perché non partecipo poi così tanto alle discussioni, alla vita della cosiddetta blogsfera, e non sono certo una blogstar. Insomma, sono abbastanza ai margini, per così dire.
Il gioco/sondaggio consisteva nell’aprire un foglio, leggere una parola e spiegarne il significato, se lo si conosceva, ripresi da una telecamera.
Mi era stato proposto, da chi mi aveva detto della cosa, di sapere prima il significato della parola per fare bella figura.

Dunque.

Ho rifiutato. Se, come pensavo, fosse stato un sondaggio, l’avrei falsato, e sinceramente non è lo scopo della mia vita fare bella figura, ma imparare.

Con questo non voglio dire che chi me l’ha proposto ha fatto male, ma anzi, li ringrazio per il pensiero, che era di certo amichevole. Tuttavia ho preferito mettermi davanti alla telecamera, aprire il foglio e non sapere la risposta, come di fatto è stato. Approfitto per ringraziare Smeerch, ovvero colui che ha realizzato tutto questo, che mi è sembrato una persona gentile e in gamba.
Gli ho chiesto subito dopo che cosa volesse dire, e lui mi ha dato una risposta esauriente; come dicevo, mi piace imparare, e questa è stata un’ottima occasione per farlo.
Il tutto è ora in questo filmato, che trovo divertente e ben fatto.
Fin qui tutto bene.

Poi però si è presentato qualcuno che ha fatto un commento arrogante e fuori luogo, giustificandolo con il fatto che, dal suo evidentemente limitato punto di vista, è tanto tempo che se ne parla, e quindi l’universo conosciuto avrebbe dovuto sapere il significato di quella parola.

Ora.

Vi risparmio tutti i discorsi su quanto possa essere sciocco questo genere di atteggiamento. Faccio solo notare che la persona in questione, guarda caso, ha ricevuto una gran quantità di commenti , e sinceramente non credo che sia un caso. Magari mi sbaglierò, ma come ho scritto prima sono qui per imparare.

Quindi.

Quindi ho imparato una cosa nuova: continuerò di sicuro a rendermi utile per quello che posso, ma mi guarderò bene dal farlo davanti a una telecamera o una macchina fotografica. Che, mi dispiace dirlo, ma con un certo tipo di gente non voglio avere nulla a che fare, nemmeno vagamente.

Aggiungo soltanto che, se tutti quanti avessimo un po’ più di umiltà, e la mente davvero aperta, ciascuno di noi ci guadagnerebbe qualcosa.

I have a dream

2 commenti

Ma non sono nemmeno entrata in ufficio che già sono riusciti a farmi ricordare dove lavoro.
Tra l’altro a questo punto il sospetto è che ci controllino molto, molto da vicino.
E no, non è fantascienza. E’ fantascienza che esistano luoghi di lavoro così.

Ma oggi è il giorno della speranza, quella vera, quella che ha radici concrete.
Perciò buongiorno mondo, oggi è un altro giorno. E io ho un sogno, e voi?

it's time