Terzo livello

Tutti a buttarsi sul social, e nessuno che si ricordi cosa vuol dire sociale

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Di natura sono una persona riservata, schiva. Non è solo timidezza, è proprio desiderio di non mettermi in mostra, di farmi gli affari miei lontano dagli occhi altrui. Sono anche una persona socievole, moderatamente. Mi piace soprattutto ascoltare le persone, per cercare di conoscerle. E se posso, e mi sembra che lo meritino, di essere utile a queste persone.

Il mio lavoro riflette un po’ tutto questo. Da una parte è pubblico, dall’altra anonimo. A me può non importare del mio datore di lavoro, del lavoro in sé, ma sempre e comunque penso a chi lo utilizza. Mi piace il fatto di fare qualcosa per loro ma che non sappiano che sono io a farlo: non perché non me ne voglio prendere la responsabilità, cosa che invece faccio sempre, e fino in fondo, ma perché non sappiano a chi dire grazie se le cose funzionano. E cerco di fare il mio lavoro sempre nel miglior modo possibile.

Durante il Parma WorkCamp mi sono prestata a quello che pensavo essere da un lato un gioco e dall’altro una sorta di sondaggio. Pensavo che fosse anche utile partecipare, anche perché non credo di essere particolarmente rappresentativa della media delle persone che vanno ad un barcamp. Intendiamoci: non lo credo perché non partecipo poi così tanto alle discussioni, alla vita della cosiddetta blogsfera, e non sono certo una blogstar. Insomma, sono abbastanza ai margini, per così dire.
Il gioco/sondaggio consisteva nell’aprire un foglio, leggere una parola e spiegarne il significato, se lo si conosceva, ripresi da una telecamera.
Mi era stato proposto, da chi mi aveva detto della cosa, di sapere prima il significato della parola per fare bella figura.

Dunque.

Ho rifiutato. Se, come pensavo, fosse stato un sondaggio, l’avrei falsato, e sinceramente non è lo scopo della mia vita fare bella figura, ma imparare.

Con questo non voglio dire che chi me l’ha proposto ha fatto male, ma anzi, li ringrazio per il pensiero, che era di certo amichevole. Tuttavia ho preferito mettermi davanti alla telecamera, aprire il foglio e non sapere la risposta, come di fatto è stato. Approfitto per ringraziare Smeerch, ovvero colui che ha realizzato tutto questo, che mi è sembrato una persona gentile e in gamba.
Gli ho chiesto subito dopo che cosa volesse dire, e lui mi ha dato una risposta esauriente; come dicevo, mi piace imparare, e questa è stata un’ottima occasione per farlo.
Il tutto è ora in questo filmato, che trovo divertente e ben fatto.
Fin qui tutto bene.

Poi però si è presentato qualcuno che ha fatto un commento arrogante e fuori luogo, giustificandolo con il fatto che, dal suo evidentemente limitato punto di vista, è tanto tempo che se ne parla, e quindi l’universo conosciuto avrebbe dovuto sapere il significato di quella parola.

Ora.

Vi risparmio tutti i discorsi su quanto possa essere sciocco questo genere di atteggiamento. Faccio solo notare che la persona in questione, guarda caso, ha ricevuto una gran quantità di commenti , e sinceramente non credo che sia un caso. Magari mi sbaglierò, ma come ho scritto prima sono qui per imparare.

Quindi.

Quindi ho imparato una cosa nuova: continuerò di sicuro a rendermi utile per quello che posso, ma mi guarderò bene dal farlo davanti a una telecamera o una macchina fotografica. Che, mi dispiace dirlo, ma con un certo tipo di gente non voglio avere nulla a che fare, nemmeno vagamente.

Aggiungo soltanto che, se tutti quanti avessimo un po’ più di umiltà, e la mente davvero aperta, ciascuno di noi ci guadagnerebbe qualcosa.

Con oggi, è il terzo giorno che i siti su cui stavo lavorando sono irragiungibili: martedì scorso i server sono stati sequestrati. Dopo circa un anno di lavoro, ero riuscita finalmente a far andare online il sito principale su cui avevo lavorato. Per quanto non fosse una meraviglia, non l’avessi nemmeno potuto fare come avrei voluto, avesse molti difetti alla base, era venuto benino, mi ci ero affezionata.
Non vederlo più online mi dispiace, e mi prepara per essere un’ottima candidata per l’ippica.

Stamattina, controllando per l’ennesima volta se per caso nel frattempo fosse risorto per grazia divina, mi è venuto in mente un motivetto.
O meglio, ho iniziato a canticchiare, senza rendermene conto, un motivetto. Poi piano piano mi sono venute le parole, così, spontaneamente. Quando poi sono arrivata al ritornello mi sono resa conto di cosa, esattamente, stava occupando in modo del tutto incoscio la mia mente.
Una canzone che ho sentito per la prima volta dal vivo più di vent’anni fa.
Ah, che incredibile meraviglia che è la mente umana.

La neve di maggio
rimbalzava superba
mentre io ramingo
giostravo sul prato

Ricordo bene
quando ti dissi
con grande calma
come Giucas Casella

Ma vaffanculo [rit.]

on air: Elio e le Storie Tese, Faro

Parma WorkCamp

9 commenti

workcampPrima di qualsiasi altra cosa un enorme grazie a chi ha organizzato questo barcamp, perché, almeno dal mio punto di vista, è riuscito davvero bene: Fran, sei stata davvero magnifica, grazie davvero.

Secondo,  è stato un gran piacere conoscere/rivedere molte persone al camp, e non mi aspettavo sinceramente di avere così tanto piacere di vederli/rivederli (evito l’elenco perché sarebbe lunghissimo).

Adesso però passiamo alle cose serie.
Non ho seguito tutti gli interventi, ma alcuni si e uno in particolare mi sembra davvero degno di nota: “Lavoriamocisu.it: e se fossero i candidati a scegliere e valutare le aziende?”, di Roberto Grassi.

Trovate una descrizione del progetto direttamente sul sito, ma vorrei aggiungere due parole:  prima di tutto, trovo che sia un’idea molto buona, ma serve che noi tutti partecipiamo. Si tratta in parole di povere di iscriversi al servizio e fare una sorta di recensione sull’azienda dove si lavora o dove si è lavorato, in modo anonimo, per metterla in condivisione con tutti.

Probabilmente questa cosa mi sta molto a cuore perché spesso non ho avuto le fondamentali informazioni su un’azienda dove stavo per andare a lavorare, e che sarebbero servite molto. Quello che si trova in rete non è tutto, e la reputazione di certe aziende a volte è semplicemente inesistente.
Un servizio di questo genere aiuterebbe tutti, anche le aziende stesse: capire che cosa pensano i propri dipendenti potrebbe essere uno strumento utile a migliorare.
Vi invito perciò a dargli almeno un’occhiata. Trovate anche una piccola parte della presentazione su filmato (fatto col cellulare, di qualità bassissima, ma tanto per avere un’idea).

Ultime due note: è ufficialmente aperto il premio “Chi ha fatto la foto migliore a xlthlx?“, anche se non ho ancora deciso in cosa consiste. Accetto suggerimenti nei commenti, oltre ai link delle suddette foto.

A proposito di Friendfeed, ho ricreato il mio profilo come xlthlx.
A chi servisse, faccio sapere che: 1) se ci si disiscrive, tutti i dati vengono cancellati; 2) il nome utente e l’e-mail non vengono bloccati in nessun modo (entrambe le cose non sono così  comuni su molti social network; sinceramente io invece apprezzo molto).

Se vi pare che tutto questo sia scritto male e confuso, il motivo ufficiale è che sono parecchio cotta dopo il weekend.